Vivere di scrittura

//Vivere di scrittura

Vivere di scrittura

Suppongo che ogni scrittore (che si definisce tale) vorrebbe vivere della sua arte, e io non faccio eccezione. Non è una cosa semplice trovare la via all’indipendenza economica, racimolare abbastanza con la vendita di libri significa riuscire a farsi pagare un prezzo medio di 10/12 euro per almeno 230 libri al mese, su per giù 3000 libri in un anno (non fatevi ingannare, dei 10/12 euro non rimane poi granché in tasca. In questo caso i miei calcoli ottimistici arrivano a un 30% del prezzo di copertina!). Questo facendo calcoli chiaramente approssimativi, ma diciamo che così sarebbe possibile avere un piccolo stipendio per sopravvivere. La maggior parte dei libri in commercio è già tanto se arrivano a 230 libri di vendita in un anno, a volte non li raggiungono nemmeno in tutta la loro vita, figuriamoci in un mese. Chi ce la fa è un privilegiato.

Per cui vendere solo libri potrebbe facilmente rimanere un sogno, ma non dev’essere essere l’unico.

Quindi lo scrittore cerca altri modi per sopravvivere: c’è chi scrive per riviste on line, chi per giornali, chi diventa un blogger e chi, per necessità, fa tutt’altro.

Io che faccio? Io potrei inventarmi un lavoro al giorno, ma sono un’idealista e vorrei non dover far pagare nessuno quindi vivo in un circuito in cui devo pattuire prima il prezzo altrimenti rischio di lavorare gratis. In ogni caso pubblico libri, tentare non nuoce. Tremila libri miei li ho venduti, ma in sei anni e non con un solo titolo, scrivo mail chilometriche per sfogarmi ma è chiaro che quelle non hanno un ritorno economico e poi faccio mille lavoretti, perché uno scrittore non può fossilizzarsi, per lo meno non io, scrivendo di società ho bisogno di viverla sempre più a fondo e in tutti i suoi aspetti per comprenderla meglio. Ogni tanto faccio qualche corso tra formazione e sessualità, faccio sedute di life coach, tutte cose che in fondo avrebbero a che fare con la mia laurea, ma che non hanno trovato un giro abbastanza grande per rendersi sostenibile. Anche se controvoglia qualche volta faccio delle traduzioni, la conoscenza delle lingue non mi manca.

Nei momenti di sconforto fortunatamente c’è la musica, tiro fuori tutta l’attrezzatura e canto canzoni fino al mattino, quando la sorte mi assiste, mi pagano per far cantare gli altri.

Questa è la mia vita, ma mi piacerebbe avere la possibilità di regalare tutta la mia conoscenza al mondo, i miei sogni e i miei pensieri. So di aver aiutato già molte persone, potrei farlo ancora con tante altre. Il problema è che viviamo in una società che richiede un prezzo alla tua vita, anche se rimani immobile. Una volta c’erano i mecenati che davano protezione agli artisti, ormai questa è diventata un’utopia, quindi invece che trovarne uno solo mi chiedevo se un gruppo folto di voi lettori fosse disposto a provare questo tipo di sostegno. All’inizio saranno donazioni, adottereste uno scrittore e lo aiutereste a scrivere con la testa più sui propri libri che sul come arrivare a fine mese, una volta raggiunta una soglia minima ci sarebbe la possibilità di liberare ogni mia produzione, salvo piccoli racconti che rimarrebbero inediti solo per i donatori, una sorta di ringraziamento per aver creduto in me. Più “mecenati” ci saranno e più sarà la possibilità di poter toccare argomenti sempre più profondi, avrò la possibilità di fare ricerche, di spostarmi per poter rispondere alle vostre domande e chissà quanti altri servizi sarò in grado di darvi.

Sogni utopici forse, ma questo è quello che succede quando parlate a uno scrittore.

Dicono che a volte la fantasia superi la realtà, che quasi la preveda… vi immaginate allora la possibilità di raggiungere un mercato dove parte dell’arte sarà gratis?

In fondo è già così. Se possiamo entrare in un museo senza pagare è perché versiamo le tasse. Eppure tutto quello che sta al di là dei grandi circuiti è tagliato fuori, io vorrei mostrarvi i famosi “sottoboschi artistici” dove sono certa potrete trovare delle piccole gemme lucenti.

2018-02-19T10:34:57+00:00

Scrivi un commento